Il progetto, confermato dal presidente della partecipata della Regione, avrebbe anche uno scopo sociale: garantire tariffe scontate per i siciliani. Chiaro anche l’assetto della società: mista a maggioranza pubblica. 600 i posti di lavoro diretti stimati, più 800 nell’indotto.


La Sicilia potrebbe tornare ad avere una sua compagnia aerea. A lavorare al progetto, attraverso la controllata Ast Aeroservizi, è l’Ast.

La conferma dell’indiscrezione arriva dal presidente dell’azienda partecipata della Regione Gaetano Tafuri che nel corso di un’intervista rilasciata a La Sicilia rivendica il progetto con uno scopo sociale: garantire tariffe scontate per i siciliani. Il piano si chiamerebbe “Aerolinee siciliane” e sarebbe già sul tavolo del Governatore Nello Musumeci.

Abbastanza chiaro anche l’assetto della società: mista a maggioranza pubblica con un’ipotesi di capitale iniziale sui 30 milioni di euro.

Con il tempo la Regione potrebbe poi cedere la maggioranza ai privati mantenendo però funzione di controllo. “Sono certo – afferma Tafuri – che il presidente Musumeci saprà individuare la migliore strada per evitare gli errori delle precedenti esperienze siciliane poi finite male”. Il riferimento è alla Wind Jet di Nino Pulvirenti.

La compagnia aerea siciliana non solo permetterebbe ai siciliani di poter acquistare biglietti a prezzi più sostenibili rispetto alla concorrenza ma creerebbe occupazione: 600 i posti di lavoro diretti stimati ai quali si aggiungerebbero altri 800 posti nell’indotto a breve-media scadenza.

Credits: ©palermotoday.it

 

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