Dall’1 novembre il bagaglio a mano costerà anche 10 euro. La gabella vale fino a 650 milioni di incassi

In Irlanda è stato firmato un contratto in attesa di ratifica mentre in Italia i piloti iscritti all’Anpac hanno accettato l’accordo sottoscritto con l’azienda: nel nostro Paese ogni comandante avrà in busta paga 20mila euro in più all’anno. E che cosa fa l’astuto O’Leary? Annuncia che portare un trolley in cabina dal 1 novembre sarà a pagamento: costo, tra i 6 e i 10 euro, secondo la modalità di prenotazione. Consentiti gratis a mano solo uno zainetto o una piccola borsa.

Ryanair lo scorso anno ha trasportato 130 milioni di passeggeri, ammettendo che solo la metà porti con sé un bagaglio a mano, il maggiore incasso può essere stimato tra i 390 e i 650 milioni. Il Codacons ha già annunciato un esposto all’Antitrust, e ricorda i tanti disagi ai quali i passeggeri sono stati sottoposti negli ultimi mesi. Ryanair giustifica così la propria decisione: registrare il bagaglio per la stiva rende più veloci le operazioni di imbarco e negli ultimi mesi tanti trolley sono stati etichettati all’imbarco sostiene la compagnia provocando ritardi.

Contemporaneamente a questa novità impossibile quindi non mettere in relazione le due cose si sta raggiungendo la pace sindacale. Insieme all’Irlanda (che per l’attività di Ryanair in realtà conta poco) l’Italia è il primo Paese ad aver firmato un accordo sindacale, dopo gli scioperi e le tensioni dell’ultimo anno.

In Italia sono basati circa 450 piloti, di cui 330 iscritti all’Anpac (Italia e Gran Bretagna sono i principali mercati di Ryanair, e pesano insieme per oltre il 50% dell’attività). Finora il regime contrattuale era confuso: «C’erano contratti scalo per scalo spiega Stefano De Carlo, segretario esecutivo dell’Anpac, 15 aeroporti, 15 accordi differenti. Ora è un vero contratto collettivo di diritto italiano, con garanzie sociali, congedi, maternità, paternità, contributi Inps».

Resta aperto il tema della tassazione del reddito, che è sottoposta a rapporti bilaterali tra governi. «Se pagare le tasse in Irlanda conviene alle società, le aliquote per i singoli dipendenti sono più care. Si stanno cercando delle soluzioni, compresa l’ipotesi di creare una Ryanair di diritto italiano perché i dipendenti possano pagare l’Irpef in Italia», spiega il segretario.

Sul piano operativo, viene confermato il modello lavorativo «5 più 4», 5 giorni di lavoro e 4 di riposo, utilizzato anche da EasyJet e gradito dal personale. La sua applicazione finora era traballante: ora viene garantita a tutti. Gli aumenti retributivi sono nell’ordine dei 20mila euro all’anno per un comandante, che ora arriverà a incassare oltre 150mila euro. Cifra che sembra contraddire il concetto di low cost, ma di piloti la compagnia ha estremo bisogno e deve incentivarli. Facendoseli «finanziare» dai trolley. Il contratto italiano sarà apripista in Europa; l’Irlanda infatti sul piano numerico pesa poco. Seguiranno Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e gli altri Paesi dove è presente Ryanair. Dovrebbero dunque via via concludersi anche gli scioperi.

Credits: ©IlGiornale.it

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