A pagare lo scotto dello sciopero del 30 giugno e del primo luglio sono soprattutto le compagnie di volo low cost. Ne risente anche l’Italia

Sabato 30 giugno e domenica primo luglio gli addetti al controllo dei voli a Marsiglia hanno indetto uno sciopero, supportato dall’Unsa-Icna, la maggiore sigla sindacale della categoria che ha però chiesto alle compagnie di volo di escludere la rotta ma di non cancellare i voli.

Una situazione che può generare ritardi fino a 45 minuti e che costerà la cancellazione di diversi voli, soprattutto delle compagnie low cost che usano l’hub marsigliese come punto centrale di differenti rotte, molte delle quali anche per e dall’Italia.

Vueling ha già rilasciato un comunicato in cui spiega che le alternative sono poche: da una parte i centri di controllo operativi non sono in grado di smaltire tutto il traffico aereo e, dall’altra parte, ricorrere a rotte inusuali comporterebbe maggiori durate dei viaggi, con ritardi a cascata su tutta la programmazione degli aerei.

Secondo il sito francese tourmag.com l’elenco dei voli in forte ritardo o cancellati non è ancora disponibile, motivo per il quale è opportuno consultare le pagine web dello stato degli aerei del proprio vettore.

La Francia spina nel fianco
Un articolo apparso sul quotidiano francese le Parisien cita il rapporto della Commissione finanze del Senato transalpino che accusa sia gli scioperi dei controllori di volo, sia le infrastrutture vetuste. Secondo il senatore Vincent Capo-Canellas, la Francia è responsabile del 33% dei ritardi del traffico aereo, ciò si traduce, per le compagnie aeree, in una perdita di circa 300 milioni di euro ogni anno.

Credits: ©Wired.it

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